CAP: 33020
Altitudine (s.l.m.): 888 m
Superficie: 78,80 Kmq
N° di abitanti: 750

Forni Avoltri, il più settentrionale dei comuni friulani, sorge lungo le rive del torrente Degano ed è inserito nello splendido comprensorio delle Alpi Carniche. Da qui partono numerose escursioni che raggiungono molti rifugi situati in quota. La zona è ricca per fauna e flora ed è tutelata dalla Regione nel Parco della Carnia Centrale. Il paese è citato per la prima volta in un atto del XIV secolo, che concedeva un permesso di estrazione del ferro da alcune miniere presenti nella zona. Miniere che poi vennero ampliate nei secoli successivi fino ad arrivare al XIX secolo, quando furono abbandonate per i costi troppo elevati e sproporzionati rispetto alla resa.  

La Carnia riserva sorprese inaspettate dalle sue profonde vallate (Val Degano, Val Pesarina, Val Tagliamento, Valle del Lumiei, Valle del But, Valcalda, Canale d'Incarojo), che confluiscono nell'ampia conca di Tolmezzo, dai suoi boschi rigogliosi e dalle sue alte vette. E' una della aree meglio preservate dell'arco alpino ed ha saputo svilupparsi in sintonia con la natura, senza aggredire l'ambiente, nè intaccare usi e tradizioni, che costituiscono il radicato patrimonio culturale della gente di montagna. Qui il turismo rimane a dimensione d'uomo, senza eccessi nè affollamenti, ma con strutture e servizi di ottimo livello.
Quale che sia la stagione dell'arrivo, una vacanza in Carnia significa natura, sport, divertimento ma anche tranquillità oltre che gastronomia con gustosissimi piatti locali. Non mancano nemmeno arte e storia perché ci sono musei, pievi, chiese e importanti siti archeologici come Zuglio e centri antichi perfettamente conservati, con le caratteristiche architetture in pietra e legno. Piacevole è altresì raggiungere i graziosi laghetti alpini, le innumerevoli cascate e i vari corsi d'acqua che scaturiscono dalle montagne. Poi, durante l'anno, nei paesi si può ancora trovare la genuinità delle feste popolari, celebrate secondo secolari usanze.
La Carnia con i suoi fitti boschi, le sue erbe e i suoi fiori è una delle aree botaniche più importanti d'Europa. E' altresì rifugio di animali come camosci, tassi, marmotte, caprioli, aquile, gufi reali, galli cedroni, fagiani e pernici.
I suoi monti sono splendidi e fra essi spicca il Coglians (2.781 m.), il più alto della Regione. Le Prealpi e le Alpi Carniche - naturale proseguimento delle Dolomiti del vicino Veneto- contano sentieri e ferrate che portano a rifugi in quota, ideali per escursioni e arrampicate.
Piacevoli sono anche le piste da fondo della Carnia, dagli anelli per tutti i gusti e le capacità che si trovano a Forni Avoltri (dove si trova la sede del Centro internazionale di biathlon, e per gli appassionati del fuori pista numerosi itinerari portano a una serie di rifugi in quota), Sauris, Prato Carnico, Ampezzo, Lauco, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Sutrio, Sella Chianzutan (Verzegnis) a quello tracciato ai laghetti di Paluzza, utilizzato anche dalla ex campionessa del mondo e olimpionica Manuela Di Centa, che proprio da questi paesi proviene.
Tolmezzo, capoluogo della Carnia, nell'epoca medioevale fu un borgo fortificato con castello su un'altura (del quale rimangono alcuni ruderi) e nel 1258 ebbe dal patriarca Gregorio di Montelongo la concessione del mercato. Tracce dell'importanza di Tolmezzo fin dal passato sono ancora evidenti nei palazzi, nelle chiese, nelle piazze, nelle strade porticate del centro storico, dal Borgàt, il borgo più antico, a piazza XX Settembre, su cui si affacciano il duomo settecentesco e il municipio. A Tolmezzo il Museo Carnico delle Arti Popolari "Michele Gortani" comprende una collezione etnografica fra le più complete in Europa e ripercorre la vita e le tradizioni in Carnia dal XIV al XIX sec. attraverso la ricostruzione di ambienti domestici e di lavoro con oggetti, arredamento e vestiti.
Per ritrovare la perfetta forma fisica Arta Terme consente di trascorrere rigeneranti "vacanze-benessere" all'insegna della natura (la località, pur essendo a soli 442 metri di altitudine, presenta pure la singolarità di una vegetazione di alta montagna). Gli effetti benefici della Fonte Pudia, che fornisce le acque allo stabilimento termale, erano conosciuti fin dal tempo dei Romani, che proprio nelle vicinanze avevano fondato Iulium Carnicum, l'odierna Zuglio. Alle cure termali ricorse pure Giosuè Carducci, che proprio al ritorno da Arta scrisse Il comune rustico. Ideali per combattere le affezioni delle vie respiratorie, le malattie del fegato e della pelle, le artriti e le artrosi, le acque di Arta sono molto efficaci anche per far ritrovare agli atleti la forma più smagliante. Oltre alle cure tradizionali, alle terme funzionano moderni reparti per l'estetica, la medicina preventiva e il fitness. Da segnalare ad Arta pure la gastronomia tipica, le attività sportive e le passeggiate seguendo itinerari naturalistici e storico-artistici.
Zuglio, fondata alcuni decenni prima di Cristo, fu vicus, municipium e quindi colonia romana: assunse un rilievo sempre maggiore per la sua posizione strategica, che permetteva di controllare la strada detta Iulia Augusta verso l'impervio passo di Monte Croce Carnico che conduceva alle regioni del Norico. A Zuglio gli scavi hanno messo in luce i resti del foro romano, di una basilica, di un tempio, delle terme. Molti reperti preistorici, preromani, romani e alto medioevali sono stati collocati nel Museo Archelogico Iulium Carnicum. Sul colle che domina Zuglio, che nei primi secoli della Cristianità fu anche sede vescovile, si staglia la Pieve di S. Pietro, la più antica della Carnia (genericamente menzionata fin all'808).
 Oggi la si ammira nelle linee goticheggianti del rifacimento del XIV sec. Oltre a stare in un luogo panoramico, la pieve contiene interessanti opere d'arte: gli affreschi, il battistero e soprattutto l'altare maggiore intagliato da Domenico da Tolmezzo. Nei pressi è collocata anche la chiesetta della Madonna (Santa Maria del Monte) risalente al Trecento e successivamente ampliata. In comune di Zuglio nacque il famoso pittore Nicola Grassi (1682-1748), del quale si conservano nelle chiese delle frazioni di Sezza e Fielis alcuni dipinti.
Forni di Sopra dominata dalle splendide vette delle Dolomiti orientali, ha una situazione geoclimatica del tutto particolare, che le garantisce d'inverno un buon innevamento e d'estate il clima e la fioritura d'alta montagna. E proprio i suoi fiori e le sue erbe - le cui proprietà curative e culinarie erano sfruttate fin dai tempi della Serenissima - sono alla base della gustosissima cucina, che viene messa in risalto durante la Festa delle erbe di primavera che tradizionalmente apre la stagione turistica estiva. Forni ha un caratteristico centro storico e molte strutture sportive. E' inoltre una località di villeggiatura particolarmente adatta alle famiglie con bambini per i quali un sentiero è stato appositamente attrezzato. A Cella di Forni di Sopra è di considerevole importanza artistica la chiesetta di S. Floriano con un bel dipinto di Andrea Bellunello del 1480 e uno dei più famosi cicli di affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo (eseguito nel 1500). In zona, di quest'ultimo artista, si possono ammirare altri notevoli dipinti nelle chiese di S. Lorenzo a Forni di Sotto e di S. Martino a Socchieve, il paese natale di Gianfrancesco, dove merita vedere anche la pieve di S. Maria di Castoia innalzata sul colle in cui stava anticamente una fortificazione.
Ravascletto è il centro della Valcalda, una delle più belle della Carnia. Antico borgo dalle tipiche case in pietra, è conosciuto per gli impianti da sci del suo comprensorio e per l'ottimo livello della sua ristorazione: i piatti proposti sono quelli - semplici e genuini, ma gustosissimi - della tradizione carnica, affinati e interpretati con gusto e fantasia. La ricerca della tradizione, a Ravascletto, non la si trova soltanto in cucina e durante la manifestazione Fiesta tas corts - Savors di una volta (terza domenica di agosto), ma anche in una serie di belle e inconsuete iniziative come la Storia dello sci e la Festa del solstizio d'estate. Per escursioni è particolarmente indicata la strada, asfaltata e non, Panoramica delle Vette che da Ravascletto conduce a Tualis (Comeglians) e quindi gira intorno al monte Crostis (m. 2.251).
Di rilievo anche diversi edifici del vicino comune di Sutrio, nei cui cortili si tengono importanti mostre di lavori artistici in legno.
Circondata da una corona di monti che ne ha determinato per secoli l'isolamento, Sauris (Zahre, secondo l'antica parlata locale di lontana origine germanica) è il comune più alto del Friuli - Venezia Giulia (1.000-1.4000 m.) e uno dei luoghi più affascinanti della montagna friulana. Qui, infatti, sono stata mantenute intatte non solo le tipiche case in pietra e legno (gli stavoli), ma anche la lingua, le tradizioni e soprattutto la gastronomia (i cui prodotti più conosciuti sono il prosciutto, lo speck e la ricotta affumicati). Sauris salvaguarda e valorizza altresì il suo passato con l'attività del Museo etnografico e la riproposta di antiche tradizioni, come il Carnevale o il Mondo delle Malghe. Oltre allo sci, Sauris è particolarmente adatto per le escursioni a cavallo, in mountain bike e le arrampicate, oltre al windsurf e alla canoa che si possono praticare nel ridente lago artificiale all'ingresso della vallata.
Il principale centro della suggestiva e ampia Valle d'Incarojo è Paularo con vari edifici storici di gran pregio: lo scenografico palazzo Calice-Screm del 1591, il settecentesco palazzo Mocenigo-Linussio-Fabiani, oltre a palazzo Calice di Villafuori derivato da una fortificazione medioevale. A Paularo la chiesa parrocchiale è innalzata su un poggio panoramico; da vedere anche la chiesa della frazione di Dierico per due opere del Cinquecento, l'altare ligneo e il ciclo di affreschi; e la cascata di Salino, assai suggestiva.
A Paluzza la chiesa di S. Maria ha un altare ligneo cinquecentesco con nove statue e in zona vi è pure la torre Moscardo, resto di un castello medioevale; nella frazione di Timau, il paese prima del valico confinario di Monte Croce Carnico, ricordano i combattimenti che si svolsero durante la Prima Guerra Mondiale il tempio ossario e il museo dedicato proprio alla Carnia nella Grande Guerra (sono possibili anche escursioni alle trincee scavate nelle montagne circostanti).
Non lontano, a 1300 metri di altitudine, è posto il castello di Valdajer (Ligosullo) esistente già nel XV sec. e ricostruito dopo la distruzione del Primo Conflitto Mondiale.
Interessanti sono altre località della Carnia.
A Invillino (Villa Santina) recenti scavi archeologici hanno fatto emergere i resti (IV-V sec.) di una basilica paleocristiana con pavimento in mosaico. Ad Ampezzo oltre ai pregevoli dipinti della parrocchiale eseguiti nel Settecento dal famoso pittore carnico Nicola Grassi, è da vedere il Museo Paleontologico della Carnia. A Ovaro nella pieve di S. Maria di Gorto, ricostruita nel 1431, è stata inglobata una parte dell'antico castello; nella zona si segnalano altresì per gli affreschi, le chiese di S. Vigilio di Ovaro, S. Pellegrino a Entrampo e S. Caterina a Luint e per gli edifici tipici palalzzo Micoli-Toscano di Mione. In Val Pesarina, oltre alla bellezza paesaggistica, sono rimarchevoli per la rustica architettura le chiese e le case di tutto il comune di Prato Carnico e in particolare quelle di Osais e di Pesariis. A Treppo Carnico, nella Pinacoteca De Cillia, sono esposte opere dei maggiori artisti friulani del Novecento. A Lauco c'è un'area archeologica e, sul monte, a Trava il pittoresco santuario della Madonna, molto noto nel passato.

Testo tratto da: "Scoprire il Friuli-Venezia Giulia"
Una pubblicazione dell'AZIENDA REGIONALE PER LA PROMOZIONE TURISTICA